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Qui di seguito sono illustrate alcune schede sui prodotti Oli e Benzine
AGIP di levego Belluno
In collaborazione con distributore AGIP di Levego Belluno, tel. 0437-927456 email: agip.levego@yahoo.it


 

 Benzina

Si definisce benzina una miscela di idrocarburi leggeri, con molecole da 4 a 12 atomi di carbonio, liquida alle condizioni ambiente di temperatura e pressione, atta ad essere impiegata per azionare motori a combustione interna ad accensione comandata, cioè i motori comunemente detti "motori a scoppio".
La benzina ha mediamente un intervallo di distillazione compreso tra 30°C e 200°C.

La benzina finita si ottiene miscelando componenti provenienti dai diversi impianti. Mentre nelle poche raffinerie tuttora prive di impianti di conversione le benzine sono formulate miscelando tra loro isomerizzato e riformato (con eventuali aggiunte di MTBE), nelle altre raffinerie possono essere impiegati anche nafta da cracking e alchilato (eventualmente con un po' di butano nella stagione invernale).
Si possono inoltre aggiungere minime quantità di additivi per conferire alla benzina proprietà aggiuntive (per es. detergenza).

 

Gasolio

Il gasolio è stato fino a non molti anni fa un prodotto della distillazione primaria del greggio; la sua qualità dipendeva quindi sostanzialmente dalle caratteristiche del greggio stesso e dalle modalità di distillazione. Negli anni più recenti hanno trovato sempre maggiore impiego componenti da impianti di conversione come per esempio tagli da cracking o da hydrocracking, e quindi l'influenza della qualità del greggio, seppur sempre importante, si è attenuata.
Mediamente il gasolio ha un intervallo di distillazione compreso tra 160°C e 380°C.
Il gasolio viene prevalentemente utilizzato per l'alimentazione dei motori a combustione interna ad accensione spontanea oppure per la combustione in impianti termici per il riscaldamento civile.
Nel caso di utilizzo nel motore diesel, il gasolio viene iniettato nella camera di combustione dove s'infiamma a contatto con l'aria portata ad alta temperatura dalla compressione. Il gasolio pertanto dovrà possedere buone caratteristiche di combustione, tali da limitare il ritardo tra l'inizio dell'iniezione e l'inizio dell'accensione. Il "numero di cetano" è l'indicatore scelto per la qualità di accensione.
La specifica di riferimento europea che armonizza in tutta l'Europa Occidentale le specifiche nazionali del gasolio autotrazione é la EN 590, che è stata recepita in Italia come UNI EN 590.
Le caratteristiche del gasolio che hanno un impatto ambientale (per es. il contenuto di zolfo) sono state definite dall'Unione Europea nella Direttiva 2003/17/CE. 

Le esigenze applicative e quindi di specifica per l'impiego del gasolio nella combustione stazionaria sono meno severe rispetto a quelle per l'autotrazione.
Il gasolio per riscaldamento si differenzia infatti dal prodotto per autotrazione per tre aspetti:

Un particolare tipo di gasolio ad elevato punto finale di ebollizione e ad alto tenore di zolfo è impiegato nella trazione navale su motori di media dimensione.
Il riferimento contrattuale internazionale per tale gasolio è costituito dalla specifica ISO 8217.

Classificazione degli oli motore

Esistono due principali criteri di classificazione degli oli motore:

• Basati sulla Viscosità (SAE)
• Basati sulle Performance (API, ACEA, Specifiche dei costruttori)

Classificazione SAE

La viscosità cinematica misurata a 100°C definisce i gradi SAE da 20 a 60 per valori di viscosità crescenti.
La viscosità dinamica a bassa temperatura definisce i gradi SAE “W” dall’iniziale della parola inglese Winter = inverno da 0W a 25W in base a valori di viscosità misurati a temperature da -35° a -5°C. La temperatura rappresenta quella minima a cui il motore può essere avviato quando è lubrificato con l’olio di grado SAE corrispondente (ad es. un olio 15W consente l’avviamento fino a -20°C).
La temperatura minima di pompabilità é la temperatura minima a cui l’olio, oltre che a consentire l’avviamento, è in grado di scorrere liberamente fino a lubrificare le parti critiche del motore.

 

 

Dalla precedente tabella, per quanto detto, è possibile individuare le gradazioni viscosimetriche del lubrificante raccomandate in funzione della temperatura ambiente, come mostrato nello schema seguente:

Requisiti dei lubrificanti

I principali requisiti che un lubrificante deve possedere sono:

Tenere separate le superfici in tutte le condizioni di carico, temperatura e velocità minimizzano così attrito ed i fenomeni di usura
Agire da fluido di raffreddamento rimuovendo il calore prodotto per attrito o proveniente da sorgenti esterne
Essere sufficientemente stabili da garantire la costanza di comportamento per la durata di vita utile prevista
Proteggere le superfici dall’attacco di prodotti aggressivi formatisi durante l’esercizio
Avere buona detergenza e disperdenza tanto da asportare e tenere in sospensione residui e morchie che si possono formare durante l’esercizio

Proprietà dei lubrificanti

Le principali proprietà di un lubrificante, riportate generalmente sulle schede tecniche dei prodotti, sono le seguenti:

• Viscosità
• Indice di viscosità
• Punto di scorrimento
• Punto di infiammabilità

Viscosità

La viscosità è la resistenza che un fluido oppone allo scorrimento reciproco delle proprie particelle. La viscosità degli oli lubrificanti diminuisce con l’aumentare della temperatura e per questo normalmente si misura ad una data temperatura (p.e. 40 °C).
La viscosità del lubrificante determina lo spessore del velo d’olio tra le superfici metalliche in movimento reciproco.
L’unità di misura della viscosità che generalmente viene utilizzata è il centistoke (cSt).

Indice di viscosità

L’indice di viscosità  è una caratteristica, espressa secondo una scala convenzionale, adottata nell’industria petrolifera per la variazione della viscosità degli oli lubrificanti con la temperatura.
In altri termini l'indice di viscosità misura la variazione della viscosità con la temperatura; più elevato è il valore dell'indice di viscosità minore è la variazione della viscosità con la temperatura.
Quindi considerando due lubrificanti a parità di viscosità a 40°C, quello con indice di viscosità più alto rispetto all’altro garantisce:

• un più agevole avviamento a bassa temperatura (minor attrito interno)
• un grado di separazione delle superfici (uno spessore di film lubrificante) maggiore a temperature elevate

Classificazioni viscosimetriche

Esistono vari sistemi di classificazione viscosimetrica che indicano, generalmente con un numero, un intervallo di viscosità più o meno ristretto.
Il loro scopo è essenzialmente quello di fornire, unitamente all’indice di viscosità, una rapida indicazione per la scelta del lubrificante più adatto per una data applicazione.

I Gradi ISO VG sono largamente impiegati per classificare gli Oli Industria. Ogni grado individua un intervallo di viscosità cinematiche misurate a 40°C

I Numeri AGMA, definiti dall’Ente americano che riunisce i costruttori d’ingranaggi (American Gear Manufacturers Association) sono impiegati spesso per classificare gli oli per ingranaggi industriali e si basano anch’essi sulla viscosità cinematica a 40°C.
In entrambi i casi a numeri più alti corrispondono viscosità più elevate

I Gradi SAE sono utilizzati nel campo degli oli trazione
Le viscosità SUS (Sayboldt Universal Seconds), sono utilizzate sempre più raramente; in pratica si utilizzano solo per classificare i vari possibili tagli di oli base. Il valore indica i secondi impiegati da una data quantità d’olio per fluire attraverso un capillare tarato ad una data temperatura (tipicamente 40 o 100°C o 100 o 210°F)

 

 

 

Punto di scorrimento (Pour Point)

Il punto di scorrimento è la temperatura minima alla quale un lubrificante continua a fluire quando viene raffreddato. Al di sotto del pour point l’olio tende ad “ispessire” e non scorre più liberamente.

Punto di infiammabilità

Il punto di infiammabilità è la temperatura minima alla quale i vapori del lubrificante mescolati con l’aria e riscaldati progressivamente in un recipiente standard di laboratorio, si infiammano all’avvicinarsi di una fiamma.
Si distinguono il punto di infiammabilità in vaso chiuso (Penskin Martens) e quello in vaso aperto (Cleveland).
Questa proprietà oltre che per definire limiti d’impiego e precauzioni nella movimentazione o nello stoccaggio è anche utile come indicazione di possibili contaminazioni da parte di carburanti (che hanno punti d’infiammabilità inferiori a quelli dei lubrificanti)